In ogni casa arriva prima o poi quel momento, quello in cui bisogna alzare il telefono e chiamare chi di dovere. Ma tra chiamare subito un tecnico e lasciar perdere, esiste una terza via: piccole cure, attrezzi giusti, dieci minuti di calma
Prima o poi arriva anche il tuo momento. Vedi quella perdita, contatti il tecnico, senti il preventivo e deglutisci. In molte città il “diritto di chiamata” parte da 30–60 euro, a cui si sommano 35–70 euro l’ora e i pezzi di ricambio. Di notte o nel weekend, i costi crescono.

Eppure, spesso il problema è più semplice di quanto sembri: una guarnizione da 1 euro, un giro di nastro in PTFE sul filetto, una spruzzata di lubrificante nelle guide della tapparella.
Qui non parliamo di impianti complessi o perdite importanti. Parliamo di manutenzione minuta e sicura. Con un paio di regole: chiudi sempre l’acqua quando smonti, stacca la corrente se lavori vicino a prese o elettrodomestici, usa guanti e occhiali. Se senti odore di gas, se vedi infiltrazioni a muro, se il danno riguarda parti condominiali, chiama un professionista. Punto.
Ho capito il valore di queste micro-competenze una sera d’inverno. Termosifone freddo, soggiorno che sembrava un rifugio alpino. Ho preso la piccola chiave per lo sfiato dei radiatori, una bacinella e un panno. Due giri, aria che esce, poi acqua: ho richiuso. Dieci minuti e il calore tornato. Nessuna magia, solo lo strumento giusto.
La stessa logica vale per il rubinetto che gocciola. Nelle vecchie valvole basta sostituire l’O‑ring o la rondella del vitone. Costa tra 0,50 e 1,50 euro. Nei miscelatori moderni serve la cartuccia corretta: non è sempre identificabile a occhio, quindi se non sei sicuro, non forzare. Per la tapparella che gratta, spesso basta un lubrificante al silicone sulle guide e un controllo delle viti della cinghia. Zero mito, tanta pazienza.
Quando serve davvero chiamare un tecnico? Chiamalo se c’è una perdita che non riesci a localizzare, i rubinetti fischiano o sobbalzano dopo lavori in condominio, devi toccare scarichi murati o colonne comuni, noti odori anomali, bruciature, fili scoperti, la caldaia mostra errori: qui non si improvvisa. In tutti gli altri casi, prova prima la “manutenzione gentile”: pulisci, lubrifica, stringi con misura. Spesso basta.
La cassetta minima che ti salva 8 volte su 10
Mettila in un cassetto, pronta all’uso. Con 25–40 euro metti insieme quasi tutto. Sono cifre medie e variano per marca e città, ma parliamo comunque meno del costo di un’uscita.

- Cacciavite a taglio e a croce, con punte magnetiche,
- Chiave regolabile da 8” e pinza regolabile,
- Rotolino di nastro in PTFE (teflon),
- Kit di guarnizioni e O‑ring per rubinetti,
- Chiavetta per sfiato radiatori + panno e bacinella,
- Lubrificante spray multiuso e spray al silicone per guide,
- Taglierino, metro e livello a bolla,
- Piccolo tester di tensione per sicurezza vicino a prese e elettrodomestici,
- Sturalavandini a ventosa e una molla sturalavandini corta,
- Una torcia frontale: mani libere, vita facile.
Qualche esempio concreto. Sifone del lavandino che perde: smonti la ghiera con la chiave, pulisci i residui, sostituisci l’O‑ring, due giri di teflon sul filetto, rimonti senza serrare troppo. Tapparella che si impunta: aspira la polvere nelle guide, spruzza silicone, verifica che la cinghia scorra dritta. Scarico lento: prima la ventosa, poi la molla; evita acidi se non sai cosa c’è nelle tubazioni.
Il bello è che dopo il primo tentativo ti accorgi che non stai “giocando all’idraulico”. Stai solo restituendo agli oggetti la manutenzione che meritano. E allora, la prossima volta che senti quel plic plic nella notte, sai già cosa fare. Soprattutto se hai gli attrezzi giusti a portata di mano.





