Come richiedere il nuovo bonus anziani febbraio 2026: oltre 1.300 Euro, ma solo con questi requisiti

Potete chiedere un contributo che supera i 1.300 euro solo nel mese di febbraio, grazie al cosiddetto Bonus Anziani.

Vivere nella propria casa anche quando l’età avanza e la salute si fa fragile è il desiderio di tanti ed è proprio per questo che il cosiddetto Decreto Anziani, cioè il Decreto Legislativo n. 29 del 2024, ha cambiato le regole del sostegno agli over 80 più vulnerabili, con l’obiettivo chiaro di aiutare le persone molto anziane a restare tra le mura domestiche, evitando quando possibile il ricovero in strutture.

anziani che si abbracciano e la scritta bonus
Come richiedere il nuovo bonus anziani febbraio 2026: oltre 1.300 Euro, ma solo con questi requisiti (Genie.it)

Grazie a questo decreto, nel mese corrente di febbraio, è prevista una misura che può arrivare fino a 1.392 euro al mese, ma non si tratta di un assegno automatico per tutti, inoltre bisogna distinguere l’ammontare di due importi ben diversi. Il sostegno economico infatti è composto da due parti: la prima è la normale indennità di accompagnamento, che nel 2026 resta intorno ai 542 euro mensili, mentre la seconda è una quota aggiuntiva di 850 euro, pensata per rafforzare l’assistenza a domicilio.

I criteri per ottenere il bonus anziani da oltre 1.300 euro

Mentre l’indennità di accompagnamento è un vero e proprio contributo economico, la seconda parte aggiunta in più non è libera, poiché deve essere usata solo per pagare un assistente regolarmente assunto oppure per saldare servizi di cura forniti da imprese autorizzate. In pratica, lo Stato rimborsa le spese per un aiuto professionale, così da garantire un’assistenza continua e qualificata: entrambe le cifre sono gestite dall’Inps, che controlla sia i requisiti sia l’utilizzo corretto della somma integrativa.

la scritta bonus composta con dei dadi
I criteri per ottenere il bonus anziani da oltre 1.300 euro (Genie.it)

Non basta essere anziani per ottenere il bonus, perché la legge stabilisce criteri precisi: prima di tutto bisogna aver compiuto 80 anni ed essere già titolari dell’indennità di accompagnamento, quindi conta anche la situazione economica, con un ISEE socio-sanitario che non sia superiore ai 6.000 euro, sebbene l’intenzione attuale del governo sembra essere di aumentare quella soglia, aumentando anche il panel di possibili richiedenti.

Non basta essere invalidi al 100%

L’aspetto più delicato riguarda la salute, perché non è sufficiente avere un’invalidità al 100%, bensì occorre che venga riconosciuto un “bisogno assistenziale gravissimo”, vale a dire una condizione in cui la persona non è più autonoma nelle attività fondamentali come mangiare, lavarsi o vestirsi e ha bisogno di assistenza continua. Per verificare questo requisito, l’INPS utilizza un sistema di valutazione con un questionario che assegna un punteggio in base alle difficoltà motorie, cognitive e comportamentali.

logo della disabilità sull'asfalto
Non basta essere invalidi al 100% (Genie.it)

Solo chi raggiunge almeno 8 punti viene considerato in condizione di gravissima fragilità e può così avere accesso a entrambi i sussidi, presentando domanda online sul portale INPS. Dopo l’invio, l’istituto controlla la documentazione sanitaria e incrocia i dati per confermare che le patologie certificate giustifichino il livello di assistenza richiesto, quindi ogni tre mesi ci sono verifiche atte a dimostrare di aver speso correttamente gli 850 euro aggiuntivi, conservando contratti e fatture.

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